Non se ne parla quasi più ormai, ma a settembre i tagli del ministro Gelmini hanno tolto il lavoro a circa 18.000 insegnanti. Fossero stati operai della Fiat si sarebbe ricorsi agli incentivi statali, alle rottamazioni agevolate e al Settimo Cavalleggeri. Invece erano solo insegnanti, solo la spina dorsale della nostra società, niente di importante quindi...
Perché dico la spina dorsale della nostra società? Perché vedo cultura ed economia come vasi comunicanti. Ma non si può "riempire" l'economia con gli incentivi statali, o meglio si può, ma si tratta di toppe, pecette, roba che regge un attimo. Se invece si ha un popolo educato alla creatività e all'intelligenza, al problem solving e alla collaborazione produttiva, le crisi economiche le si evitano prima che arrivino.
La politica questo non lo vuole, perché senza crisi non c'è bisogno di politica. Non sto sostenendo una tesi antipolitica, io voto regolarmente, semplicemente constato che QUESTA politica ragiona così. Ed ha ragione di farlo: di amministratori onesti un paese che funziona ne avrà sempre bisogno, mentre di tiranni mangiapane a ufo può credere di averne bisogno solo una nazione in profonda crisi e - come dice Albanese - mortalmente terrorizzata.
Quindi adesso il problema diventa: non finanziare la scuola è un modo per produrre crisi, e produrre crisi è un modo per restare saldi in sella al potere nel peggiore dei modi: sfruttando e distruggendo il paese che si governa.
Per scendere nel pratico e nei dettagli siamo andati ad intervistare Luca Nicolini, un supereroe della cultura non solo italiana ma mondiale, un uomo che da tredici anni organizza uno dei più grandi e funzionanti festival culturali esistenti e che ha quindi rapporti con tutti i più grandi uomini di cultura ed ha una prospettiva di tutti i sistemi culturali e di governo.
Buona visione.